Curiosita’ in pillole…
La storia dei Pink Floyd è costellata di sperimentazioni sonore geniali, bizzarrie visive e retroscena ai confini del surreale. Ecco alcuni degli aneddoti e delle curiosità più affascinanti legati al gruppo britannico:
1. Il maiale volante che bloccò l’aeroporto di Heathrow
Per la copertina dell’album Animals (1977), la band commissionò un enorme maiale gonfiabile (soprannominato Algie) da far volare sopra la Battersea Power Station di Londra. Durante le riprese fotografiche, una forte raffica di vento spezzò il cavo d’acciaio che lo ancorava. Algie volò via salendo a quote altissime, finendo direttamente nella rotta dei voli commerciali dell’aeroporto di Heathrow, costringendo i controllori di volo a cancellare decine di partenze per il rischio d’impatto. Il maiale atterrò infine nei campi del Kent, in fattoria.
2. Il ritorno “spettro” di Syd Barrett
Nel giugno 1975, mentre la band stava mixando Shine On You Crazy Diamond negli studi di Abbey Road — canzone scritta proprio in omaggio allo storico leader Syd Barrett, allontanato anni prima per il suo declino mentale — un uomo sovrappeso, rasato a zero e senza sopracciglia entrò nella stanza con un sacchetto della spesa. Nessuno lo riconobbe per diverso tempo, finché David Gilmour non capì che si trattava proprio di Syd. Rimase un po’ a vagare per lo studio mentre lavava i denti con un gesto ossessivo, per poi sparire nel nulla senza salutare. Roger Waters ha ammesso in seguito di essere scoppiato a piangere dopo quell’incontro.
3. La voce felice dietro The Great Gig in the Sky
Il celebre assolo vocale su The Great Gig in the Sky (The Dark Side of the Moon) fu improvvisato dalla corista Clare Torry. Quando entrò in studio non c’erano parole scritte, le fu solo detto di pensare alla morte e improvvisare. Cantò con un’intensità talmente tragica ed emotiva che la band rimase senza parole. La cosa divertente? Finita la registrazione, la Torry si scusò con i musicisti credendo di aver fatto una pessima prestazione ed essere risultata stonata.
4. Il mistero del titolo Ummagumma
Il titolo del loro doppio album del 1969 non ha alcun significato astrale o filosofico. Si tratta di un termine appartenente allo slang di Cambridge (città natale di Syd Barrett e Roger Waters) usato negli ambienti studenteschi ed equivaleva al verbo “fare sesso” (“let’s go for some ummagumma“). La band scelse la parola semplicemente per l’effetto sonoro.
5. Il legame artistico con i Monty Python
I Pink Floyd erano enormi fan del collettivo comico britannico Monty Python. Quando questi ultimi stavano cercando fondi per produrre il celebre film Monty Python e il Sacro Graal (1975), la band decise di finanziare personalmente gran parte del budget grazie alle immense royalty incassate con The Dark Side of the Moon.
6. I bicchieri di vino usati in Wish You Were Here
I suoni di sintetizzatore cristallini all’inizio del brano Wish You Were Here non sono generati da macchine elettroniche. Nel 1974 la band stava lavorando a un progetto (poi abbandonato) chiamato Household Objects, dove l’obiettivo era creare un intero album usando solo oggetti domestici. Quel suono sognante venne ottenuto strofinando le dita bagnate sui bordi di decine di bicchieri di vetro riempiti con diversi livelli di vino intonato.
7. Per quale motivo una mucca sulla copertina di Atom Heart Mother?
Dopo le atmosfere lisergiche e psichedeliche dei primi anni, la band voleva rompere completamente con la propria immagine iconica e creare la copertina “meno psichedelica possibile”. Si rivolsero al grafico Storm Thorgerson chiedendogli qualcosa di banale ed estraneo al rock. Thorgerson andò in una campagna fuori Londra, vide una mucca al pascolo (di nome Lulubelle III) e la fotografò. Il titolo dell’album venne preso per caso dal titolo di un quotidiano che riportava la notizia di una donna incinta operata al cuore a cui era stato impiantato un pacemaker ad energia atomica.
8. L’incidente a Venezia nel 1989
Il celebre concerto gratuito che i Pink Floyd tennero il 15 luglio 1989 su un palco galleggiante nella laguna di Venezia entrò nella storia non solo per la musica, ma per le sue conseguenze. L’evento attirò oltre 200.000 persone a fronte di una capienza minima della città; le vibrazioni sonore vennero ridotte per timore di danni ai monumenti e la città rimase bloccata per giorni da tonnellate di spazzatura, scatenando polemiche politiche che portarono alle dimissioni della giunta comunale dell’epoca.
fonte web
foto by By Capitol Records – Billboard, page 25, 30 October 1971, pinkfloydarchives.com, Public Domain, Link















