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Pietro Petruzzelli, candidato sindaco


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A meno di un anno alle elezioni amministrative, la città di Bari ha espresso il suo primo candidato sindaco. Si chiama Pietro Petruzzelli, 38 anni, ex consigliere circoscrizionale del quartiere Libertà e attualmente consigliere comunale per il Partito democratico. L’annuncio della sua candidatura, avvenuta venerdì 31 maggio nei giardini della centralissima piazza Umberto, ha gettato lo scompiglio e l’entusiasmo tra colleghi, giornalisti e semplici cittadini davanti ai quali Petruzzelli ha esposto le linee guida della sua futura campagna elettorale. Linee guida che il consigliere ha avuto poi modo di ribadire, in maniera ben più approfondita, ai microfoni di Radio Sound City Network nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva a Luigi Bramato, curatore della rubrica ‘Mayday’.

Petruzzelli, come nasce l’idea di questa candidatura provocatoria?

Innanzitutto dal mio amore per questa città. E poi dalla volontà di andare oltre l’immobilismo che oggi la mal governa a favore di una politica ben più dinamica e partecipata al fianco dei cittadini.

Perché ha scelto proprio piazza Umberto per lanciare la sua candidatura?

Piazza Umberto sta vivendo una fase di fermento civico piuttosto interessante. Recentemente si è creato un comitato di cittadini attivi che, per arginare la delinquenza e il malaffare, ha pensato bene di ‘occupare’ lo spazio pubblico. Ma piazza Umberto è anche un zona di degrado, una sorta di barriera fra vecchio e nuovo, come lo era corso Vittorio Emanuele fra gli anni ’80 e ’90. Bisogna buttare giù questa barriera!

Oggi in conferenza stampa ha dichiarato che non sarà facile succedere a Michele Emiliano. A proposito, come ha reagito il sindaco alla notizia della sua candidatura?

Con un smsdi auguri. Conosco bene Emiliano e so che con questo messaggio ha voluto manifestarmi il suo rispetto.

Un ascoltatore le scrive: “C’è tempo per le candidature, prima bisognerebbe fare i congressi di partito”. Cosa risponde?

Penso che il Pd sia in grave ritardo. Il mio desiderio è che le energie profuse dalla base, vedi su tutte l’esperienza di Occupy Pd, si riversino in positivo sulla città. E che le strategie non debbano decidersi in polverose riunioni di partito.

E allora come giudica la strada intrapresa dal partito?

Difficile dirlo. Sono stato molto felice di ascoltare Renzi, ha portato all’interno del dibattito tematiche importanti. Poi il partito ha sbagliato la campagna elettorale e ora ci ritroviamo con un governo che non mi fa impazzire, e spero concluda al più presto il suo mandato.

Torniamo a parlare di Bari e, precisamente, di sicurezza. Cosa farebbe il sindaco Petruzzelli per tranquillizzare i residenti sui piccoli e grandi episodi di violenza?

Bisogna innanzitutto stabilire la differenza fra paura e reale pericolo. Come ho detto prima, si possono risolvere questi problemi occupando gli spazi, specialmente quelli confiscati alla mafia, con qualcosa di bello, mostrando la parte migliore della società. E, soprattutto, bisognerebbe ascoltare di più la gente, andare incontro ai loro bisogni e riqualificare il territorio.

A proposito di riqualificazione: cosa ne sarà della ex caserma Rossani?

L’assessore Sannicandro ha già dato il via libera ad una piccola azione di ‘bonifica’ e questo, credo, sia un buon passo in avanti. Non abbiamo accesso a grandi risorse per via del patto di stabilità, quindi dovremmo puntare a creare dei piccoli presidi di legalità e di cultura, per rivitalizzare quegli spazi, appunto, come l’ex Caserma.

Per quanto riguarda la mobilità: si andrebbe avanti nel segno di Decaro?

Antonio Decaro ha fatto un grande lavoro: non ha solo costruito un park&ride, ha modificato la cultura dello spostamento a Bari. Va dato un ulteriore impulso a questo progetto, bisogna completarlo. La nostra, ad esempio, non è ancora una città a portata di disabile, persino con un passeggino si trovano difficoltà a camminare per strada.

E sulle piste ciclabili?

Qui c’è un problema di infrastrutture. Presto prenderà il via il progetto di una nuova pista ciclabile che collegherà la Fiera del Levante a piazza Garibaldi. E sarà un bel segnale per chi, come me, adora spostarsi in bici.

Veniamo ora alle domande dei nostri ascoltatori. La prima: “Pensa che l’esperienza da lei fin qui maturata sia sufficiente per governare una città come Bari”?

Non so se ho l’esperienza giusta, ma sono pronto ad essere un sindaco “primus inter pares”. Sarò il portavoce di una squadra di donne, giovani e non giovani che possono ancora dare tanto a questa città. Tutti i nostri risultati saranno il frutto di un lavoro di squadra.

E poi: “Possiedi un milione di euro per questa campagna elettorale?”

No, non possiedo un milione di euro. Certamente proveremo a fare una sottoscrizione popolare, ma dico una cosa: le idee a volte contano di più dei soldi.

Quali sono i poli strategici da incentivare per la cultura?”

Tutti i beni confiscati andrebbero riadattati per la cultura. Bisogna intercettare queste aree e garantirle alla società.

Infine: “Chi vorrebbe come avversario del centro destra?

Vorrei ci sia un persona giovane, interprete del cambiamento. Oppure una personalità di grande valore come Schittulli, che è un grande comunicatore e, ripeto, una persona di una certa levatura.

Michele G. Lisco

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