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“Per l’uscita da questa parte”
Intervista a Giuseppe Campanile (#Occupy PD)


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È Guglielmo Epifani il nuovo segretario del Pd. La notizia giunge dalla Nuova Fiera di Roma dove sabato 11 maggio si è svolta l’Assemblea Nazionale del partito. Soddisfazioni da parte della dirigenza, che preannuncia un congresso entro ottobre. Malumori invece dalla base che rivendica oggi più di ieri le ragioni di una protesta generazionale interna al partito. Luigi Bramato, nel corso della dodicesima puntata di Mayday su Radio Sound City Network, ha intervistato Giuseppe Campanile, rappresentante barese della protesta ‘# Occupy PD’. “Siamo un movimento di passione, quella che stiamo intraprendendo è una battaglia di generosità. Il clima è teso, siamo davanti ad una dirigenza incapace di gestire non solo la fase politica, ma anche storica del nostro paese” ha esordito Campanile, che ha sottolineato come “la direzione non ha detto nulla, e questo atteggiamento poteva andare bene in un sistema a due blocchi come quello che contrapponeva la democrazia degli USA ai paesi comunisti, oggi non è più così”. Un esempio lampante della crisi del PD è la mancata elezione di Romano Prodi a Presidente della Repubblica, bocciato da 101 ‘franchi tiratori. “Personalmente non ritenevo Prodi l’uomo giusto. Questa deve essere una stagione di riconciliazione fra le forze politiche, e la sua figura agita gli animi un po’ di tutti, anche a sinistra. Quello che penso è che però un partito non può affossare in questa maniera il suo stesso fondatore”. Questo caos si ripercuote anche a livello locale. “Il segretario provinciale del partito è dimissionario, il giorno delle elezioni i segretari di circolo erano veramente a pezzi, alcuni di loro piangevano. L’unico che sembra avere un po’ di lucidità, al contrario della segreteria, è Michele Emiliano, che stimo molto, insieme al professor Petrocelli”. In un momento del genere, per i giovani del PD in protesta la figura di riferimento è Pippo Civati, il deputato lombardo considerato da sempre una voce fuori dal coro dal gruppo dirigente PD: “Non stiamo creando la corrente-Civati, sia chiaro, ma è oggettivo che facciamo riferimento a lui. Non possiamo raggrupparci intorno a personalità come Fassino o Speranza o lo stesso Epifani. Il vero problema del PD non è trovare un leader, ma costruire un soggetto politico giovane e riformista”. Campanile è scettico anche nei riguardi del M5S “Rispetto chi vota Grillo, ma mi ricorda il fascismo nel momento in cui propone soluzioni eccessivamente semplici. Visti i tempi che stiamo correndo, le analogie aumentano. Il compito del PD è riconquistare i voti persi a loro favore casa per casa”. Per il futuro della sinistra, Campanile guarda verso Nichi Vendola “Probabilmente Sel non ha portato numericamente quel valore aggiunto che tutti auspicavamo prima delle elezioni, ma lo può portare qualitativamente: perdere tanti giovani e persone di qualità a favore del M5S è un problema”. Infine, cosa farà Occupy PD a Roma? “Abbraccerà sinceramente i rappresentanti di questa vecchia politica… e li accompagnerà alla porta!”.

Nota: l’intervista è stata trasmessa venerdì 10 maggio in diretta streaming su Radio Sound City.

Michele G. Lisco

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