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Category Archives: Politica

Marcello Gemmato ospite di Radio Sound City


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Dopo aver ascoltato le parole di Pietro Petruzzelli, primo candidato sindaco del PD, Luigi Bramato, nella sedicesima puntata di “Mayday – Per non annegare nell’informazione”, ha intervistato Marcello Gemmato, consigliere comunale e portavoce regionale di Fratelli D’Italia – Centrodestra nazionale, il partito guidato da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto. “Abbiamo sviluppato tanti voti in poco tempo – ha dichiarato Gemmato – e in Puglia abbiamo registrato un ottimo risultato. Ottenere il 2%, che è più di FLI, la Destra e Udc, non è roba da poco. Siamo fiduciosi perché il nostro è un movimento formato da giovani, rappresentati degnamente dal nostro leader, Giorgia Meloni”. Parlando del passato del centrodestra, Gemmato ha ricordato polemicamente le scelte di Gianfranco Fini, il suo ex leader: “Fini decise di confluire nel PdL pensando di poterne cambiare le regole e farne un partito diverso. Non è andata così, e abbiamo assistito all’epurazione di tutti gli ex-AN, escluso La Russa. AN si è giocata la propria identità e l’ha persa, non come la Lega, che non è confluita nel PdL e si è mantenuta integra, pur con qualche difficoltà. Noi oggi paghiamo questa scelta, ma lavoriamo per rappresentare quel 60% di italiani che storicamente sono di centrodestra”. L’intervista ha poi puntato i fari sulle future elezioni comunali della città di Bari: “Ho salutato positivamente la discesa in campo di Pietro Petruzzelli. FdI, con il centrodestra, punta a nominare il proprio candidato sindaco tramite le primarie: non vogliamo che il candidato venga scelto a Roma, vogliamo prima discutere sui temi con le persone, che è l’unico metodo per poi vincere le elezioni. È necessario rilanciare il tema generazionale: bisogna ripartire dai giovani, non solo d’età, ma anche di cariche istituzionali, restando sempre nel solco tracciato da grandi politici come Tatarella, Gallo e Di Donna. Sono certo che FdI possa ridare dignità al centrodestra barese”. Il giudizio sul sindaco uscente, Michele Emiliano, è lapidario: “Emiliano ha non-governato per dieci anni. Mi chiedo e vi chiedo: può un Park & Ride essere il fiore all’occhiello di un’amministrazione? Tra l’altro, la delibera per il progetto fu approvata sotto l’amministrazione di Simeone Di Cagno Abbrescia. L’università – prosegue – ha circa 80.000 studenti, che generano Pil positivo: dobbiamo offrire loro qualcosa, soprattutto ai fuori sede. Bisognerebbe rendere la nostra una città universitaria, e un’idea potrebbe essere quella di dislocare la Fiera del Levante, seguendo l’esempio delle grandi città d’Italia, e concentrare nei suoi spazi, oggi per lo più abbandonati, le sedi delle nostre facoltà, creando così un grande campus”.

Michele G. Lisco

Pietro Petruzzelli, candidato sindaco

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A meno di un anno alle elezioni amministrative, la città di Bari ha espresso il suo primo candidato sindaco. Si chiama Pietro Petruzzelli, 38 anni, ex consigliere circoscrizionale del quartiere Libertà e attualmente consigliere comunale per il Partito democratico. L’annuncio della sua candidatura, avvenuta venerdì 31 maggio nei giardini della centralissima piazza Umberto, ha gettato lo scompiglio e l’entusiasmo tra colleghi, giornalisti e semplici cittadini davanti ai quali Petruzzelli ha esposto le linee guida della sua futura campagna elettorale. Linee guida che il consigliere ha avuto poi modo di ribadire, in maniera ben più approfondita, ai microfoni di Radio Sound City Network nel corso dell’intervista rilasciata in esclusiva a Luigi Bramato, curatore della rubrica ‘Mayday’.

Petruzzelli, come nasce l’idea di questa candidatura provocatoria?

Innanzitutto dal mio amore per questa città. E poi dalla volontà di andare oltre l’immobilismo che oggi la mal governa a favore di una politica ben più dinamica e partecipata al fianco dei cittadini.

Perché ha scelto proprio piazza Umberto per lanciare la sua candidatura?

Piazza Umberto sta vivendo una fase di fermento civico piuttosto interessante. Recentemente si è creato un comitato di cittadini attivi che, per arginare la delinquenza e il malaffare, ha pensato bene di ‘occupare’ lo spazio pubblico. Ma piazza Umberto è anche un zona di degrado, una sorta di barriera fra vecchio e nuovo, come lo era corso Vittorio Emanuele fra gli anni ’80 e ’90. Bisogna buttare giù questa barriera!

Oggi in conferenza stampa ha dichiarato che non sarà facile succedere a Michele Emiliano. A proposito, come ha reagito il sindaco alla notizia della sua candidatura?

Con un smsdi auguri. Conosco bene Emiliano e so che con questo messaggio ha voluto manifestarmi il suo rispetto.

Un ascoltatore le scrive: “C’è tempo per le candidature, prima bisognerebbe fare i congressi di partito”. Cosa risponde?

Penso che il Pd sia in grave ritardo. Il mio desiderio è che le energie profuse dalla base, vedi su tutte l’esperienza di Occupy Pd, si riversino in positivo sulla città. E che le strategie non debbano decidersi in polverose riunioni di partito.

E allora come giudica la strada intrapresa dal partito?

Difficile dirlo. Sono stato molto felice di ascoltare Renzi, ha portato all’interno del dibattito tematiche importanti. Poi il partito ha sbagliato la campagna elettorale e ora ci ritroviamo con un governo che non mi fa impazzire, e spero concluda al più presto il suo mandato.

Torniamo a parlare di Bari e, precisamente, di sicurezza. Cosa farebbe il sindaco Petruzzelli per tranquillizzare i residenti sui piccoli e grandi episodi di violenza?

Bisogna innanzitutto stabilire la differenza fra paura e reale pericolo. Come ho detto prima, si possono risolvere questi problemi occupando gli spazi, specialmente quelli confiscati alla mafia, con qualcosa di bello, mostrando la parte migliore della società. E, soprattutto, bisognerebbe ascoltare di più la gente, andare incontro ai loro bisogni e riqualificare il territorio.

A proposito di riqualificazione: cosa ne sarà della ex caserma Rossani?

L’assessore Sannicandro ha già dato il via libera ad una piccola azione di ‘bonifica’ e questo, credo, sia un buon passo in avanti. Non abbiamo accesso a grandi risorse per via del patto di stabilità, quindi dovremmo puntare a creare dei piccoli presidi di legalità e di cultura, per rivitalizzare quegli spazi, appunto, come l’ex Caserma.

Per quanto riguarda la mobilità: si andrebbe avanti nel segno di Decaro?

Antonio Decaro ha fatto un grande lavoro: non ha solo costruito un park&ride, ha modificato la cultura dello spostamento a Bari. Va dato un ulteriore impulso a questo progetto, bisogna completarlo. La nostra, ad esempio, non è ancora una città a portata di disabile, persino con un passeggino si trovano difficoltà a camminare per strada.

E sulle piste ciclabili?

Qui c’è un problema di infrastrutture. Presto prenderà il via il progetto di una nuova pista ciclabile che collegherà la Fiera del Levante a piazza Garibaldi. E sarà un bel segnale per chi, come me, adora spostarsi in bici.

Veniamo ora alle domande dei nostri ascoltatori. La prima: “Pensa che l’esperienza da lei fin qui maturata sia sufficiente per governare una città come Bari”?

Non so se ho l’esperienza giusta, ma sono pronto ad essere un sindaco “primus inter pares”. Sarò il portavoce di una squadra di donne, giovani e non giovani che possono ancora dare tanto a questa città. Tutti i nostri risultati saranno il frutto di un lavoro di squadra.

E poi: “Possiedi un milione di euro per questa campagna elettorale?”

No, non possiedo un milione di euro. Certamente proveremo a fare una sottoscrizione popolare, ma dico una cosa: le idee a volte contano di più dei soldi.

Quali sono i poli strategici da incentivare per la cultura?”

Tutti i beni confiscati andrebbero riadattati per la cultura. Bisogna intercettare queste aree e garantirle alla società.

Infine: “Chi vorrebbe come avversario del centro destra?

Vorrei ci sia un persona giovane, interprete del cambiamento. Oppure una personalità di grande valore come Schittulli, che è un grande comunicatore e, ripeto, una persona di una certa levatura.

Michele G. Lisco

Destra o sinistra, se non ora quando?

17 maggio loc

Di questi tempi la politica fatica a riacquistare consenso presso il popolo, sempre più sfiduciato dai continui problemi che affliggono destra e sinistra. Per provare a far luce sull’argomento, Luigi Bramato, nel tredicesimo appuntamento di ‘Mayday – Per non annegare nell’informazione’, ha intervistato Leonardo Palmisano e Leonardo Petrocelli, in diretta dagli studi di Radio Sound City. In prima analisi, uno sguardo al PD: “Troppe difficoltà nel parlare all’elettorato – ha esordito Palmisano, che è tornato in libreria con “Palombella rotta”, edito da Caratteri Mobili – negli ultimi due anni il PD si è fatto dettare l’agenda politica da Berlusconi, anche quando era sotto la presidenza del consiglio di Monti, che si è rivelato un bluff elettorale, oltre che politico.” Riguardo poi il movimento #OccupyPD e il nuovo segretario Epifani, Palmisano ha espresso qualche perplessità: “La protesta #Occupy è destinata a fallire se rimane chiusa all’interno del partito. Epifani ha una storia importante, è una figura di un certo rilievo, io personalmente l’avrei visto bene da ministro. Ma il PD ha ancora un progetto? Il vero problema della sinistra, poi, è che ha bruciato una generazione, mi riferisco a coloro che hanno tra i trentacinque e i quarant’anni, che produce saperi e modi di vivere utili per il Paese”. Per Leonardo Petrocelli, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, la destra invece “dovrebbe far sì che l’Italia recuperi la sovranità che ha perso. Bisogna che i partiti, specialmente il PdL, vengano ripensati, magari anche stando lontani dalle stanze della politica. Non sono d’accordo su chi vorrebbe un bipolarismo di stampo anglosassone, dove sui temi fondamentali c’è sempre uniformità di vedute ed una singola strada da seguire. L’Italia dovrebbe rilanciare l’azione in campo internazionale, magari rinegoziando una nuova UE e guardare al mondo arabo e alla Russia, paesi con cui abbiamo tagliato i rapporti. Forse dovremmo essere noi la guida dell’Europa, e non la Germania”. “La destra – ha aggiunto Palmisano – dovrebbe abbandonare l’idea del capo unico: una destra democratica può esistere, e dovrebbe smettere di seguire gli esempi della sinistra su dei rinnovamenti sbagliati”. Su alcuni passi gli ospiti hanno avuto pareri differenti, ma dalle loro parole è passato un messaggio chiaro e univoco: “Si può ancora fare qualcosa di importante per questa Italia”.

Michele G. Lisco

Destra e sinistra su MayDay

 

17 maggio loc

 

La sinistra italiana affronta l’ennesima crisi di unità: il Pd cerca di arginare la protesta interna mentre Nichi Vendola ipotizza la costituzione di un nuovo soggetto politico. La destra invece aspira a ricostituirsi avvicinandosi ai modelli europei più moderni, mentre il PdL deve fare i conti con una nuova condanna di Berlusconi. Tutto questo durante il nuovo governo guidato da Enrico Letta. Venerdì 17 maggio MAYDAY, la rubrica di approfondimento giornalistico curata da Luigi Bramato per il gruppo Radio Sound City Network, ne discute insieme al sociologo e scrittore Leo Palmisano, autore di “Palombella Rotta” (Caratteri mobili), e Leonardo Petrocelli, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, per fare luce sul rovente clima politico che attraverso oggi l’Italia.

 

MAYDAY
a cura di Luigi Bramato
con Glauco Gentile, Michele Lisco e Dario Amoroso d’Aragona

“Per l’uscita da questa parte”
Intervista a Giuseppe Campanile (#Occupy PD)

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È Guglielmo Epifani il nuovo segretario del Pd. La notizia giunge dalla Nuova Fiera di Roma dove sabato 11 maggio si è svolta l’Assemblea Nazionale del partito. Soddisfazioni da parte della dirigenza, che preannuncia un congresso entro ottobre. Malumori invece dalla base che rivendica oggi più di ieri le ragioni di una protesta generazionale interna al partito. Luigi Bramato, nel corso della dodicesima puntata di Mayday su Radio Sound City Network, ha intervistato Giuseppe Campanile, rappresentante barese della protesta ‘# Occupy PD’. “Siamo un movimento di passione, quella che stiamo intraprendendo è una battaglia di generosità. Il clima è teso, siamo davanti ad una dirigenza incapace di gestire non solo la fase politica, ma anche storica del nostro paese” ha esordito Campanile, che ha sottolineato come “la direzione non ha detto nulla, e questo atteggiamento poteva andare bene in un sistema a due blocchi come quello che contrapponeva la democrazia degli USA ai paesi comunisti, oggi non è più così”. Un esempio lampante della crisi del PD è la mancata elezione di Romano Prodi a Presidente della Repubblica, bocciato da 101 ‘franchi tiratori. “Personalmente non ritenevo Prodi l’uomo giusto. Questa deve essere una stagione di riconciliazione fra le forze politiche, e la sua figura agita gli animi un po’ di tutti, anche a sinistra. Quello che penso è che però un partito non può affossare in questa maniera il suo stesso fondatore”. Questo caos si ripercuote anche a livello locale. “Il segretario provinciale del partito è dimissionario, il giorno delle elezioni i segretari di circolo erano veramente a pezzi, alcuni di loro piangevano. L’unico che sembra avere un po’ di lucidità, al contrario della segreteria, è Michele Emiliano, che stimo molto, insieme al professor Petrocelli”. In un momento del genere, per i giovani del PD in protesta la figura di riferimento è Pippo Civati, il deputato lombardo considerato da sempre una voce fuori dal coro dal gruppo dirigente PD: “Non stiamo creando la corrente-Civati, sia chiaro, ma è oggettivo che facciamo riferimento a lui. Non possiamo raggrupparci intorno a personalità come Fassino o Speranza o lo stesso Epifani. Il vero problema del PD non è trovare un leader, ma costruire un soggetto politico giovane e riformista”. Campanile è scettico anche nei riguardi del M5S “Rispetto chi vota Grillo, ma mi ricorda il fascismo nel momento in cui propone soluzioni eccessivamente semplici. Visti i tempi che stiamo correndo, le analogie aumentano. Il compito del PD è riconquistare i voti persi a loro favore casa per casa”. Per il futuro della sinistra, Campanile guarda verso Nichi Vendola “Probabilmente Sel non ha portato numericamente quel valore aggiunto che tutti auspicavamo prima delle elezioni, ma lo può portare qualitativamente: perdere tanti giovani e persone di qualità a favore del M5S è un problema”. Infine, cosa farà Occupy PD a Roma? “Abbraccerà sinceramente i rappresentanti di questa vecchia politica… e li accompagnerà alla porta!”.

Nota: l’intervista è stata trasmessa venerdì 10 maggio in diretta streaming su Radio Sound City.

Michele G. Lisco

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