“Jazz Club for Kids” al Duke Jazz Club

Marco Giuliani
Mercoledì 15 maggio, alle 18, al Duke Jazz Club di Bari (via Pietro Giannone 16/B), va in scena l’appuntamento speciale «Jazz Club for Kids», con i bambini che incontreranno il jazz, diventando il pubblico di un concerto jazz a tutti gli effetti. Sul palcoscenico una sezione ritmica d’eccezione (Bruno Montrone al piano, Nico Catacchio al contrabbasso e Fabio Delle Foglie alla batteria) e voci ormai note ai jazzofili pugliesi (Francesca Leone e Serena Fortebraccio). Ed un paio di chicche: la Choco Band (gruppo formato da giovanissimi, condotti dal trombettista Doni Antonelli) ed il Pentawhite, coro di voci bianche diretto da Marco Giuliani, che testeranno il palco del Duke ed il difficile pubblico di cinquenni.

Portare i bambini a teatro, promuovere la vicinanza con la musica e le arti in genere non è cosa nuova. Ma aprire le porte di un vero jazz club a bambini di quattro e cinque anni, insegnare loro ad essere “pubblico”, a rispettare chi si esibisce sul palco, alternando applausi e silenzio: questa sì che è una novità. Il pubblico sarà formato da circa trenta bambini provenienti dai corsi di Ludomusica e Coro di Voci Bianche del Pentagramma, fucina jazzistica barese, corsi che da ormai più di dieci anni vengono condotti da Marco Giuliani, jazzista, cantante, chitarrista e docente dalla infinita pazienza. «L’idea di portare i bambini in un jazz club» – dice Giuliani «mi è venuta quando mi sono reso conto che ai bambini mancava la percezione dell’artista come colui che sta offrendo una performance al pubblico. Percezione che a volte manca anche agli adulti, come purtroppo riscontro in alcuni dei miei concerti. Da qui, d’accordo con Guido Di Leone, il passo è stato breve: organizzare un concerto con un repertorio ad hoc (brani jazzistici presi in prestito dal mondo dei cartoni animati) in cui i bambini impareranno, almeno spero, a dedicarsi all’ascolto. Con tanto di servizio al tavolo (patatine e succhi di frutta non mancheranno). I bambini dovranno addirittura acquistare un biglietto (dal simbolico prezzo di un euro) da conservare con cura fino al giorno dell’evento, proprio come fanno “i grandi”».

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