VITTORIO GRIGOLO PROTAGONISTA DI “ITALIA, UN SOGNO”.

Da “La donna è mobile” a “Una furtiva lagrima”, passando per “Vesti la giubba”, “Che gelida manina” e “Nessun dorma”: è interamente dedicato al belcanto e alla grande musica italiana “Italia. Un sogno”, il prossimo tour, prodotto da CITY SOUND, del tenore Vittorio Grigolo, con quasi un mese di appuntamenti, dal 10 settembre all’8 ottobre 2016 tra Verona, Pavia, Bari, Bologna, Modena, Trieste, Livorno, Brescia e Cosenza.

BELZER – PICCOLI OGGETTI MECCANICI

Macchine. Ingranaggi. Meccanismi interiori ed esteriori. Automatismi che guidano la mente ed i comportamenti. Binari psicologici e sociali su cui le vite scorrono inconsapevolmente. O consciamente, ma accompagnate dalle difficoltà del liberarsi. Le riflessioni sulle tante sfaccettature di questa realtà sono alla base di Piccoli oggetti meccanici, il nuovo album dei Belzer: un non-concept che raccoglie dieci nuovi brani nei quali si indaga sui riflessi degli automatismi (indotti e non) nella mente e nella vita quotidiana. Dieci piccole rappresentazioni dei condizionamenti della psiche e degli invisibili meccanismi che guidano la società moderna. Questi concetti si riverberano nella musica della band, che si fa più ricca, complessa e stratificata. La composizione non sempre si basa sulla tradizionale forma-canzone, ma a volte prende spunto dal concetto di “oggetto musicale”. I singoli elementi che compongono gli arrangiamenti dei brani sono concepiti come parti di un delicato meccanismo, che i quattro musicisti hanno assemblato con pazienza e cura in un arco di tempo durato tre anni. In questo processo sono stati aiutati da saggi ingegneri musicali come Mauro Sabbione (Matia Bazar, Litfiba) e Marco Fadda (Fossati, Oxa) che hanno arricchito con i loro preziosi componenti alcuni brani dell’album. Il meccanismo è in moto, gli ingranaggi girano, Piccoli oggetti meccanici è pronto ed è fuori. O dentro. I Belzer suonano da più di dieci anni, sotto varie forme e identità. Oggi i Belzer sono Giulio Belzer (voce, pianoforte e chitarra), Guido Bruzzone Semino (basso), Luciano Zambito (batteria) e Massimiliano Breveglieri (chitarra). La loro musica inizia a circolare tramite tre E.P. autoprodotti: Un passo nel vuoto (2003), Sotto un’altra luce (2004) e Yuyin (2005). Dopo aver maturato una solida esperienza live che li ha portati ad aprire nel 2007 i concerti genovesi di Giorgio Canali e dei Perturbazione, i quattro musicisti escono nel 2009 con il loro album: “L’ultimo giorno d’inverno”. Il lavoro ottiene immediati riscontri positivi da parte della stampa (“I Belzer la sanno lunga sanno scrivere tesi poetici e sanno essere espressivamente radiofonici” Lucia Marchiò – La Repubblica; “Se i Belzer fossero gli Afterhours o i Marlene Kuntz qualche mio collega griderebbe al capolavoro.” Edoardo Iervolino – Beat Bop a Lula; “Il CD già al primissimo ascolto sa comunicare ottime sensazioni” Francesco Casuscelli – Corriere Mercantile) e del pubblico, valendo alla band un premio per il miglior singolo, assegnato al brano “La bellezza” durante il Festival internazionale della Poesia di Genova. La musica di questo album si diffonde tramite passaggi su network nazionali , radio locali, web radio e canali

Irene Mastrangeli…Un' italiana a NewYork

Erene, parte di una giovane generazione di chanteuse cantautrici, compone
canzoni che esplorano il processo di scoperta di sé attraverso una voce bilingue.
Il quotidiano LaVOCE di New York dice di lei: “la voce melodiosa di Erene,
accompagnata dalla chitarra, mescola testi in italiano e in inglese con una sensibilità da
American Songbook.”
Torinese di nascita diventa newyorkese d’adozione nel 2000.